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58. Biennale di Venezia
“Sun & Sea (Marina)”

By Boris Brollo

 “Leone d’Oro per la migliore Partecipazione Nazionale alla Lituania per l’approccio sperimentale del Padiglione e il suo modo inatteso di affrontare la rappresentazione nazionale. La giuria è rimasta colpita dall’originalità nell’uso dello spazio espositivo, che inscena un’opera brechtiana, e per l’impegno attivo del Padiglione nei confronti della città di Venezia e dei suoi abitanti. “Sun & Sea (Marina)” è una critica del tempo libero e della contemporaneità,

“Immagina una spiaggia – tu sei lì, in questa scena, o, anche meglio, la osservi dall’alto –, il sole cocente, creme solari, costumi dai colori sgargianti, palmi e gambe sudate”. Questo l’incipit della guida breve della Biennale riportato alla pagina del Padiglione della Lituania che quest’anno ha vinto il Leone d’Oro per la miglior partecipazione nazionale. Ora, perché chiamarla “opera lirica” quando non ne ha la struttura temporale, dettata dal libretto registico che ne governa di solito il tema? Qui il tema è dato, mentre la temporalità resta soggettiva, non legata al soggetto tematico. Tu puoi stare lì quanto ti serve e quando ne hai abbastanza esci. Meglio sarebbe avvicinarla all’operetta. Le voci in sé non erano male, sembravano nascere da un coro nascosto, mentre poi, a una più attenta osservazione degli attori (principianti e non), ti accorgevi che erano postati fra gli “spiaggiati”. Il pubblico, in alto, come nello zoo, guardava muoversi queste persone che prendevano il sole in costume e per il politically correct vi era anche una donna di “colore”. Il pubblico non poteva interagire e questo a mio avviso era un lieve difetto. Oggi l’arte vuole essere sì rito collettivo di partecipazione, ma pure di scambio di percezioni legate alla condivisione dell’esperienza, qui smorzata dal dover fare lo spettatore dal palco. Anzi dal loggione. L’idea di questo lavoro è legato fondamentalmente alla voce e al canto, pertanto penso lo si possa definire una performance canora, mentre il set della spiaggia diviene per un momento un particolare di vita quotidiana. Ma questo set si sarebbe potuto tranquillamente spostare nella campagna francese, tra i vigneti o nei campi di grano di Van Gogh. La spiaggia porta fuori dal centro storico di Venezia, verso il Lido, e magari avrebbe potuto parlarci di Morte a Venezia e pertanto introdurre il dramma per cui farsi opera tragica. Niente di tutto questo. L’happening a cui si assiste ricorda più un angolo di mare di Eraclea o Jesolo, quindi niente di eccezionale se non fosse perché entrando nell’Arsenale, ambiente storico medioevale, la luce che erompe da sotto dà un senso di calore, che in verità esiste solo perché fuori il cattivo tempo ha fatto calare la temperatura. Forse è questo uno dei motivi pere cui quest’opera è stata premiata: la Giuria desiderava tanto la bella stagione che appena ha visto la sabbia ha dato il premio come un auspicio per l’estate che non c’è. Il desiderio nasconde il bisogno vero. Debbo dire che la scena mi ha rimandato non solo alle spiagge del fotografo Massimo Vitali, ma anche a “Mamme al mare” di Fabiola Faidiga; così anch’io sono stato assalito dal desiderio di godermi l’immagine di una spiaggia in silenzioso colloquio. Inoltre, tutto questo “ambaradan” estivo si era già visto anni fa lungo le sponde della Senna, a Parigi, con le musiche tipiche dei chansonniers. Cosa non fa la Società dello Spettacolo! Cosa non fa il bisogno di sole!In ogni caso la Giuria della 58. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, composta da Stephanie Rosenthal (Presidente di Giuria, Germania), Defne Ayas (Turchia/Olanda), Cristiana Collu (Italia), Sunjung Kim (Corea) e Hamza Walker (USA), ha attribuito il Leone d’Oro per la miglior Partecipazione Nazionale al Padiglione della Lituania, per l’opera “Sun & Sea (Marina)” degli artisti Lina Lapelyte, Vaiva Grainyte, Rugile Barzdziukaite; commissario: Rasa Antanavičıūte, curatore: Lucia Pietroiusti. Queste le motivazioni della giuria: “Leone d’Oro per la migliore Partecipazione Nazionale alla Lituania per l’approccio sperimentale del Padiglione e il suo modo inatteso di affrontare la rappresentazione nazionale. La giuria è rimasta colpita dall’originalità nell’uso dello spazio espositivo, che inscena un’opera brechtiana, e per l’impegno attivo del Padiglione nei confronti della città di Venezia e dei suoi abitanti. “Sun & Sea (Marina)” è una critica del tempo libero e della contemporaneità, cantata dalle voci di un gruppo di performer e volontari che impersonano la gente comune”.


(“Juliet art magazine” n. 194, October 2019)