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IDENTITA’ di Piergiorgio Del Ben

By Alessandra Santin

Nessun uomo è un’isola.

John Donne


Piergiorgio Del Ben (Pordenone 1990) è attento alle relazioni che sottostanno alla formazione e alla distorsione della personalità dell’uomo contemporaneo. Dopo l’Accademia di Belle Arti di Venezia, interessato alle categorie visive della sceneggiatura cinematografica, avvia il progetto Business Story, premiato dalla Bevilacqua la Masa (2011). Quindi si trasferisce a Milano dove continua a semplificare il tratto, Privilegiando pennellate minimali che gli permettono di accentuare la tragicità di volti e personaggi della serie Anonymous Project (selezione Under25 del premio "Artelaguna" 2013 e "Premio Arte" sezione Accademia 2013).

Dopo la laurea specialistica in Product Design all’Accademia di Belle Arti di Brera continua la sua ricerca realizzando Mind Vogue, che indaga lo smarrimento individuale e il mondo della moda.

Quest’ultima serie di ritratti s’inserisce a pieno titolo nelle riflessioni sull’Umanesimo che caratterizzano gli albori del Terzo Millennio.

Si tratta di un antiumanesimo capace di annullare la soggettività, asservita alle regole imposte dalla società dei consumi e delle mode. Decontestualizzare la narrazione è il punto di partenza: operazione che Del Ben compie annullando prospettive e segni distintivi del luogo, in cui le figure sono rappresentate.

Campiture omogenee, colori compatti e arealistici assolvono a questo compito con straniante ironia. Privo di punti di riferimento individuali e radicati nella propria storia personale, l’uomo contemporaneo rinuncia al proprio nome e al proprio linguaggio, al proprio sguardo. Ospite di nessun luogo, immerso in una luce artificiale di serena opacità, ciascuno cela o modifica i propri tratti fisiognomici, l’età, la qualità del desiderio e le scelte di pensiero e di direzione. Attraverso una postura ragionata replicata all’infinito, la presenza di texture bidimensionali dell’abbigliamento e dell’arredamento, i protagonisti ritratti da Piergiorgio Del Ben si leggono per sintesi e per piani d’incontro, mai di confronto. Autoreferenziali e privi di autonomia essi rinunciano all’espressione del sé, al fluire del tempo storico, all’enigma.

Sul piano culturale l’assenza dei confini non tanto geografici quanto simbolici, caratteristici di un mondo globalizzato, rappresenta l’impossibilità di giungere a una comunicazione profonda, capace di andare oltre l’apparenza spesso puramente utilitaristica.

Il riconoscimento di alcuni canoni estetici decorativi riconduce ad un presente in cui le regole sociali e il potere economico declinano i principi della persuasione, della pubblicità, della bellezza esteriore codificata. Alcune mostre personali (Woland Art -Portopiccolo TS; MediaNaonis - Cordenons PN; Areaeventi38 Fossalta TV;) realizzate tra il 2016 e il 2017 ripercorrono l’intero percorso di ricerca dell’artista che si configura come esperienza compiuta e apprezzata da critica e pubblico.


Alessandra Santin