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Vasily Klyukin 
In Dante Veritas

By Roberto Grisancich

“Treffen in Narvik” 2018, oil on c-print, cm 100 x 150. Ph courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano
L’autore traspone ai nostri tempi lo scenario “apocalittico” dei nove cerchi concentrici, attraverso trentadue sculture in acciaio di grandi dimensioni che raccontano e ammoniscono sui problemi del nostro tempo: ventidue opere rappresentano i vizi e i peccati umani (come Gola, Lussuria, Ipocrisia), quattro sono invece i Cavalieri dell’Apocalisse, mentre una è la maschera mortuaria del sommo poeta.

Nato a Mosca nel 1976, Vasily Klyukin è scultore, designer, architetto e scrittore. Eclettico e visionario, Klyukin è noto per i suoi concept architettonici e per gli avveniristici oggetti di design, raccolti nel volume “Designing Legends” (2013) e per le sculture spesso provocatorie. Tra queste ricordiamo “Why People Can’t Fly” (2018), che denuncia l’inquinamento degli oceani dalla plastica, realizzata in parte con rifiuti provenienti da oltre centocinquanta paesi; l’installazione “The Beating Heart” (2017) e la grande tigre “6/9” acquistata da Leonardo di Caprio. Dal 2016 lavora sulla tecnica delle live sculptures in acciaio, frutto della sua esperienza ingegneristica. “Collective Mind” è il titolo del romanzo fantascientifico pubblicato nel 2016, e sul cui seguito l’autore sta attualmente lavorando. 

La prima personale italiana di Vasily Klyukin, dal titolo “In Dante Veritas”, è approdata a Venezia, in parallelo con la 59. Biennale. Come lo stesso titolo suggerisce, Vasily Klyukin ha lavorato su un’interpretazione visiva e moderna della più grande opera letteraria di tutti i tempi, la Divina Commedia di Dante Alighieri. L’autore traspone ai nostri tempi lo scenario “apocalittico” dei nove cerchi concentrici, attraverso trentadue sculture in acciaio di grandi dimensioni che raccontano e ammoniscono sui problemi del nostro tempo: ventidue opere rappresentano i vizi e i peccati umani (come Gola, Lussuria, Ipocrisia), quattro sono invece i Cavalieri dell’Apocalisse, mentre una è la maschera mortuaria del sommo poeta.

Non si tratta però di una semplice trasposizione figurata dei versi danteschi, ma di una riflessione critica sulle problematiche e le inquietudini con cui si è costretti a coabitare. In tal senso appaiono pieni di significato i nomi con cui Klyukin chiama i cavalieri dell’Apocalisse di oggi: Disinformazione, Sovrappopolazione, Sfruttamento incontrollato delle risorse e Inquinamento. “In Dante Veritas” si inserisce così nella cornice tematica della 58. Biennale di Venezia “May You Live in Interesting Times”, suggerita dal curatore Ralph Rugoff: un invito a guardare la complessità dell’epoca contemporanea, con la “convinzione che l’arte interessante crea forme con un carattere e una definizione particolari, che ci fanno interrogare su come definiamo i nostri confini culturali”. 

Le trentadue sculture in acciaio sono definite da Klyukin “live sculptures”, perché realizzate attraverso una tecnica a incastro di lastre di acciaio che non richiede elementi aggiuntivi per l’assemblaggio, e conferisce alla scultura un senso di tridimensionalità e mobilità. Alle sculture si affiancano opere di video mapping, schermi e riproduzioni digitali, sound, lightboxes e un’audio-guida, che è parte integrante del percorso espositivo: la voce narrante dell’artista accompagna il visitatore con un testo in poesia e prosa in questo viaggio tra i “cerchi della storia”.

Si tratta di un’esperienza immersiva, in cui le opere mostrano uno stretto collegamento con il design e l’architettura concepita in un’ottica di visionaria empatia. I visitatori sono invitati a una partecipazione attiva, confrontandosi con le opere a partire dalla propria esperienza, come nel caso di “Betrayal” (Tradimento), dove il pubblico è invitato a scrivere le iniziali delle persone che hanno tradito la loro fiducia.

“In Dante Veritas” è un progetto curato da Paola Gribaudo,  organizzato in partnership con lo State Russian Museum di San Pietroburgo, e sarà visitabile all’Arsenale Nord, Tesa 94, fino al 24 nov 2019. Dopo Venezia, la mostra sarà esposta negli Stati Uniti, a New York e Miami. 

Info: info@indante.com


(“Juliet art magazine” n. 193, June 2019)