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Luc Tuymans
La pelle

By Roberto Vidali

“Treffen in Narvik” 2018, oil on c-print, cm 100 x 150. Ph courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano
I suoi temi pittorici spaziano da eventi storici importanti, come l’Olocausto o la politica del Congo Belga, a ciò che in genere si considera irrilevante, banale e stereotipato, come i motivi decorativi della carta da parati, gli addobbi natalizi, gli oggetti d’uso quotidiano, la raffigurazione di animali. 

Luc Tuymans (nato nel 1958) è un artista belga che vive e lavora ad Anversa, ed è considerato uno dei pittori contemporanei più affermati e influenti, non solo per merito del suo lavoro artistico ma anche a causa di un non secondario aspetto curatoriale di cui la mostra alla Fondazione Prada (“Sanguine. Luc Tuymans on Baroque”, Milano, 18 ott 2018 - 25 feb 2019) ne è un esempio perfetto. Per il suo modo di procedere in campo pittorico (traducendo immagini fotografiche e filmiche in pittura o prendendo spunto da vecchi maestri della pittura fiamminga) possiamo considerarlo un pittore mediale al cento per cento, ma ancora nessuno se ne è accorto oppure a nessuno interessa questo particolare aspetto del suo lavoro.

Questa modalità procedurale (di cattura, riuso, manipolazione di immagini pre-esistenti) che è pratica diffusa di tutta la storia dell’arte (dai d’après agli omaggi, alla citazione) e che non sempre tocca vette altissime, nel suo caso, pur conducendo a un risultato indubbiamente artistico (cioè creativo), gli ha procurato dei problemi, tanto che nel gennaio del 2015 l’autore è stato denunciato e riconosciuto colpevole di plagio (ovvero di aver violato il copyright di un altro autore) per aver utilizzato una fotografia scattata da Katrijn Van Giel (fotografa professionista) come fonte per il dipinto “Un politico belga” (2011), in effetti un ritratto “parodistico” del politico Jean-Marie Dedecker. I due autori (il pittore e la fotografa), poi, grazie alla mediazione di uno studio legale, per chiudere la vertenza, nell’ottobre 2015, raggiunsero un accordo amichevole, riservato ed extragiudiziario (ma è ovvio che ci debba essere stata una transazione economica ovvero un congruo risarcimento dell’immagine utilizzata). Certo, questo è un precedente che ci dà un po’ di apprensione e che se da una parte giustamente protegge il lavoro di ogni autore, dall’altra spaventa per una possibile limitazione della libertà di espressione (se pensiamo a tutti i riusi della fotografia operati dai dadaisti e dagli artisti della Poesia Visiva ci vengono i brividi alla schiena).

Torniamo a Tuymans. Il suo percorso di studi è proseguito su due fronti: inizialmente ha studiato all’Ecole Nationale Supérieure des Arts Visuels de la Cambre a Bruxelles (1979-1980) e alla Koninklijke Academie voor Schone Kunsten ad Anversa (1980-1982), poi, per quattro anni, si è specializzato in storia dell’arte presso la Vrije Universiteit, Bruxelles (1982-1986). Ha iniziato dedicandosi al video e al cinema sperimentale per rivolgersi infine, dal 1986, all’attività pittorica, toccando subito vette altissime.

I suoi temi pittorici spaziano da eventi storici importanti, come l’Olocausto o la politica del Congo Belga, a ciò che in genere si considera irrilevante, banale e stereotipato, come i motivi decorativi della carta da parati, gli addobbi natalizi, gli oggetti d’uso quotidiano, la raffigurazione di animali. 

Tra le più importanti mostre personali e collettive di questi ultimi anni dobbiamo includere il contributo di Tuymans al Padiglione belga alla Biennale di Venezia nel 2001 e la sua partecipazione alla documenta XI nell’anno successivo. Nel 2004, Tuymans ha avuto una grande personale alla Tate Modern di Londra, e le sue opere sono state incluse nel progetto The Painting of Modern Life alla Hayward Gallery, Londra, nel 2007 (a cura di Ralph Rugoff e che all’epoca era direttore appena nominato). Lo stesso anno, l’artista è stato oggetto di una grande retrospettiva europea, in viaggio tra Mücsarnok Kunsthalle, Budapest; Haus der Kunst, Monaco di Baviera; e Zachęta National Gallery of Art, Varsavia. Nel 2009-2011, la prima retrospettiva di Tuymans negli Stati Uniti fu organizzata congiuntamente dal Wexner Center for the Arts, Columbus, assieme al San Francisco Museum of Modern Art. Altre sedi espositive includevano il Dallas Museum of Art; il Museo di arte contemporanea di Chicago; e il Palais des Beaux-Arts, Bruxelles. Nel maggio 2015, l’autore ha tenuto una personale intitolata Le Mépris da David Zwirner, New York, la galleria che attualmente, in collaborazione con lo Studio Luc Tuymans, sta lavorando a un catalogo ragionato della sua opera pittorica. 

Ora, in questa grande mostra a Palazzo Grassi, si avverte, nello scorrere ravvicinato di tutte queste opere, un senso di malinconia e nostalgia, come se con i suoi cicli pittorici, un po’ giocati sulla sfocatura e un po’ sull’indistinto semplificato, il Nostro, nell’affrontare i problemi della raffigurazione, pensasse non solo alla madeleine di Marcel Proust, ma anche al dettaglio come colonizzazione della quotidianità, o come estrazione di un pensiero che dal nulla può condurre alla riflessione.

“La pelle”, mostra di Luc Tuymans a Palazzo Grassi, Venezia, sarà visitabile fino al 6/1/2020, info 041 2001057. La mostra, curata da Caroline Bourgeois in collaborazione con Luc Tuymans, raccoglie oltre ottanta opere, con una selezione di dipinti realizzati dal 1986 a oggi, provenienti dalla Collezione Pinault e da musei internazionali e collezioni private. Il titolo della mostra è stato proposto dall’artista e si ispira al romanzo dello scrittore Curzio Malaparte (1898-1957), pubblicato nel 1949.


(“Juliet art magazine” n. 193, June 2019)