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Lutz & Guggisberg
e la foto dipinta

By Ch. Schloss

“Treffen in Narvik” 2018, oil on c-print, cm 100 x 150. Ph courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano
 L’intrepido armeggiare e combinare gli oggetti in agglomerati sempre nuovi e apparentemente assurdi sembra derivare dalla costrizione a liberare gli stessi dalla norma scritta nella logica di una libertà caotica e generativa. Se non si trattasse di immagini statiche potremmo anche dire che il loro lavoro è figlio della poetica di Fischli & Weiss riferibile all’epoca della videoinstallazione

Andres Lutz (nato nel 1968 a Wettingen, CH), e Anders Guggisberg (nato nel 1966 a Biel, CH), lavorano in maniera giocosa, ma con grande serietà su prodotti di scarto e ormai messi al margine del loro ciclo vitale. L’idea del recupero sottintende questo percorso, e il loro processo creativo spazia in maniera indifferente dalla scultura all’installazione, dalla pittura al video, dalla performance alla musica. L’intrepido armeggiare e combinare gli oggetti in agglomerati sempre nuovi e apparentemente assurdi sembra derivare dalla costrizione a liberare gli stessi dalla norma scritta nella logica di una libertà caotica e generativa. Se non si trattasse di immagini statiche potremmo anche dire che il loro lavoro è figlio della poetica di Fischli & Weiss riferibile all’epoca della videoinstallazione “Im Lauf der Dinge”.“Il giardino” è il nuovo progetto ideato da Lutz & Guggisberg per la Collezione Maramotti (via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia, tel 0522 382484, info@collezionemaramotti.org - aperta fino al 30 dicembre: giov e ven 14.30 - 18.30, sab e dom 10.30 - 18.30; chiuso: dall’1 al 25 agosto, 1° novembre), prima personale in una istituzione italiana, organizzata in occasione del festival di Fotografia Europea 2018, dal titolo “Rivoluzioni. Ribellioni, cambiamenti, utopie”.L’esposizione si sviluppa in un percorso di cinque sale e presenta oltre venti fotografie di formati diversi montate su pannelli e con interventi pittorici, insieme ad agglomerati di oggetti di recupero selezionati dagli artisti in alcuni magazzini locali.Lo scarto, da intendersi come segno inusuale che l’artista indica, presenta una poeticità intrinseca, una composizione armonica di colori e forme in cui si manifestano piccoli dettagli lirici, connessi sia a elementi umani (il piano di un tavolo tondo che diventa una luna terrena, una casetta tranciata in due parti ricomposte sottosopra) sia naturali (bucaneve e crocus che nascono tra le macerie, bulbi di cipolle che spuntano sotto alle tavole, un gatto che dorme).In questo modo l’arte riprende il suo predominio non solo sulle forze della natura, ma anche sugli abusi umani in campo ambientale. In queste immagini la rivoluzione si manifesta in una doppia declinazione: il cambio di traiettoria, lo spostamento da una data condizione e insieme il ritorno, dall’andamento circolare, dei cicli naturali.Gli interventi pittorici sulle immagini stampate rappresentano una realtà ultra-fotografica: generano una dimensione altra, forse utopica, o forse di seconda scrittura o di “pelle tatuata”, che è propria di ogni processo artistico.I micro e macrocosmi che i due artisti creano e compongono, come antichi alchimisti o come produttori di “camere meravigliose”, traggono ispirazione da ogni branca della conoscenza umana, dall’antropologia alla letteratura, dalle arti visive all’architettura, fino alle scienze naturalistiche. Le loro opere e i loro ambienti spesso trasmettono sensazioni ambigue e attivano un senso di stupore; attraverso percorsi narrativi non lineari, entrano in connessione diretta con la percezione dello spettatore. Nell’approccio estremamente aperto e anarchico alla generazione dell’opera d’arte di Lutz & Guggisberg – frutto di libere associazioni e insieme di un’analisi parascientifica della realtà – l’ironia, il paradosso e il gioco convivono con una misteriosa ambivalenza e un sotterraneo senso sovversivo.A giugno sarà pubblicato un libro d’artista con tutte le fotografie in esposizione e un testo del geografo Matteo Meschiari.

(“Juliet art magazine” n. 188, June 2018)