bootstrap html templates

Giovanni Pulze 
a New York

By Ch Schloss

“Treffen in Narvik” 2018, oil on c-print, cm 100 x 150. Ph courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano
Questa pittura di Giovanni Pulze, che possiamo definire non solo televisiva, ma anche mediale, rubando il termine, a Gabriele Perretta, sociologo, filosofo e critico d’arte, nonché fondatore e teorico del movimento medialista (nonché estensore sulle pagine di “Juliet” della rubrica “Sign.media”), si basa sul concetto dell’incomunicabilità, oltre che sugli stereotipi illustrativi di una città che vive di segni esteriori più che di contatti umani, visto che gli unici corpi vivi che avvertono il richiamo dell’angelo, che ne percepiscono la presenza e sono disposte all’ascolto, sono gli animali e i bambini, cioè gli innocenti.

Al seguito dei successi conseguiti con la mostra “Metropolitan Angels”, curata da Antonio Cattaruzza per l’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco, le opere di Giovanni Pulze sono approdate da Maison 10, nel cuore di New York (Maison 10 è una particolarissima realtà promozionale fondata nel 2016 da Tom Blackie, Henri Myers, Carsten Klein). Con questa mostra ci troviamo di fronte a una valanga di colore: una serie di quadri coloratissimi affrontano il tema dell’angelo alle cui spalle troviamo i fondali di una metropoli abitata da un flusso di persone poco predisposte all’ascolto e del tutto inclini alla solitudine e alla superficialità, oltre che essere dominate da tecnologia invasiva e accerchiante. Questa pittura di Giovanni Pulze, che possiamo definire non solo televisiva, ma anche mediale, rubando il termine, a Gabriele Perretta, sociologo, filosofo e critico d’arte, nonché fondatore e teorico del movimento medialista (nonché estensore sulle pagine di “Juliet” della rubrica “Sign.media”), si basa sul concetto dell’incomunicabilità, oltre che sugli stereotipi illustrativi di una città che vive di segni esteriori più che di contatti umani, visto che gli unici corpi vivi che avvertono il richiamo dell’angelo, che ne percepiscono la presenza e sono disposte all’ascolto, sono gli animali e i bambini, cioè gli innocenti, ovvero tutti coloro che non hanno ancora formato la scorza che li allontanerà dai propri simili. Si riporta un passo di quello che scrive Antonio Cattaruzza a proposito del lavoro di questo splendido colorista: “Pulze vuole comunicare che esiste una possibilità di riscatto e propone un messaggio positivo di speranza del tutto anticonformista: esistono sempre delle persone, rappresentate simbolicamente come un angelo, in grado di dare la propria disponibilità e tempo a chi ha bisogno di una parola di conforto o d’incoraggiamento nei molti momenti bui della vita. Per l’artista questo angelo non ha pretese o finalità religiose o teologiche, ma solamente simboliche in quanto si rifà al significato etimologico della parola ebraica mal’ak divenuta poi in greco anghelos che vuol dire messaggero. Potrebbe essere anche un messaggero di negatività, ma in tutte le culture occidentali l’angelo con le ali bianche ha rappresentato sempre aspetti positivi. Pertanto, il messaggio finale del pittore è di non disperare mai e di cominciare a imparare a riconoscere e individuare coloro che sono disponibili a un dialogo pacato e umano e che noi abbiamo fino a oggi sempre ignorato”.

È comunque corretto mettere in evidenza, al di là dei contenuti di questa mostra, la filosofia di Maison 10, che dona per altruismo il 10% di qualsiasi introito derivato dalla vendita di oggetti di design o di opere d’arte. Gli enti che fino a oggi hanno beneficiato di questa percentuale sono: International Rescue Committee, Opening Doors London, Housing Works, Age UK Camden, Orange Babies, CPU- London, Sage-USA, KCBNA, Home-start Camden. 

(La mostra di Giovanni Pulze da Maison 10 - 260 5th ave, New York - si concluderà il 16 feb).


(“Juliet art magazine” n. 191, February 2019)